IL PANE IN CASA

Inizio questo articolo con un titolo abbastanza insolito , che sembra proprio cadere a pennello nei giorni di confusione che tutti stiamo vivendo. Stiamo scrivendo da nuovo le nostre giornate , ci stiamo plasmando sulla base di un sacrificio comune che porterà sicuramente a rivedere molte nostre priorità.

Questa collaborazione arriva proprio in un momento in cui di cosa c’è più bisogno se non tornare alle cose più semplici di cui siamo capaci?

Il pane sapete bene , per me , è un grande amore, che ormai da anni mi accompagna, ma solo negli ultimi due anni che occupato un posto in prima fila sulle mie necessità.  Gli esercizi sono stati tanti, lo studio anche. Molte prove per arrivare ad ottenere i risultati che io e Claudiu speravamo e desideravamo e ad ogni fallimento cercavamo sempre la chiave per il miglioramento.

Un po come si fa con le esperienze , con le proprie attività e con i propri progetti.

Perchè, benchè si possa pensare che l’attività di panificazione richieda tempo , è anche vero che , in una giornata intera, o almeno una volta a settimana, si può trovare sicuramente un momento per focalizzarsi su un’attività manuale che può solo insegnarci molto più delle parole , cosa significhi la pazienza , la costanza , l’osservazione.

Lo ripeto da sempre e , qualche volta mi sorprendo di come , senza volerlo , attiro a me lavori e collaborazioni che sono completamente nella mia indole. Saranno le good vibes che invio all’universo? Chissà! E , come ho scritto ad Alessandro Vannicelli ,  che gestisce il lavoro di comunicazione dietro questo progetto tramite la sua agenzia GOGO FACTORY , ” quando il pane chiama, noi non possiamo far altro che rispondere!”.

Il soggetto di questo lavoro è il libro IL PANE IN CASA , edito da Il Cucchiaio d’Argento .

Il libro nasce in collaborazione con Davide Longoni e Mauro Iannantuoni , che mettono a disposizione tutta la loro formazione e professionalità per creare un piccolo grande capolavoro della panificazione.

Non starò quì a recensire il libro , perchè non è un’attività che mi compete , ma posso assicurare che il libro è di una versatilità assurda. Adatto a chi si avvicina al fantastico mondo della panificazione o per chi , già esperto, vuole provare nuove ricette e combinazioni di farine. Perchè, diciamocelo sinceramente , qualche piccolo spunto creativo non fa mai male!

Penso che , tra tutti i libri di panificazione degli ultimi anni, pochi mi abbiano colpito come questo e penso che lo terrò sulla mia mensola dei libri di panificazione preferiti , di cui magari vi parlerò nello specifico più avanti!

 

Per ora vi lascio la ricetta , riportata sul libro ,  di Davide Longoni e Mauro Iannantuoni , del pane che abbiamo deciso di produrre ( vi riporto di pari passo la ricetta).

Per chi volesse acquistare il libro e provare tutte le altre ( fantastiche ! ) ricette , può farlo CLICCANDO QUI

PANE CON NOCCIOLE E FICHI SECCHI 

per 1 pagnotta da circa 950 gr

320 g di farina tipo 1

40 g farina grano tenero integrale

20 g farina di segale

260 g acqua

10 g sale

150 g di nocciole

100 g fichi secchi

70 g pasta madre matura

Procedimento

Impastate le farine con l’acqua per circa 5 minuti e procedete all’autolisi per almeno 30 minuti.

Aggiungete il lievito madre e continuate ad impastare. Una volta che il lievito madre è stato assorbito, aggiungete il sale e infine le nocciole e i fichi secchi.

Impastate fino a che la frutta secca non risulta completamente inglobata nel composto.

Mettete l’impasto ottenuto in una ciotola e lasciate fermentare per circa 3 ore. Trascorso il tempo, formate la pagnotta e trasferitela in un cestino spolverato con farina di segale, con chiusura verso l’alto.

Coprite con un panno e lasciate in frigo tutta la notte.

Capovolgete il pane su una pentola in ghisa calda e con una lametta praticate un’incisione.

Infornate coperto per 25 minuti a 250 gradi, togliete il coperchio e fate cuocere per altri 15 minuti a 210 gradi.

 

 

note : si conserva a temperatura ambiente fuori frigo per 2 gg in sacchetto di carta , sennò in frigo fino ad una settimana in un sacchetto con chiusura ermetica.

 

 

 

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