I MIEI 30 ANNI E UNA PAVLOVA ALLA VANIGLIA , CON MANDARINI E CIOCCOLATO BIANCO

Questa notte ho fatto un sogno. C’era mia nonna , affacciata al balcone, mi chiedeva di cenare con lei e in casa sua c’era una grande festa.

Più invitati giovani , musica piacevole, tanto cibo. Tutti ridevamo ma io malinconicamente pensavo a lei , e sapevo che non era reale.

Non so cosa significasse quella festa, o almeno non ci ho pensato fino questa mattina.

Al risveglio, quando sogno mia nonna, nutro un certo senso di tristezza, ma non questa volta. Ho raccontato del mio sogno e chiunque , senza indugiare , mi ha risposto : Lù , nonna stava festeggiando i tuoi 30 anni.

Cavolo : 30 anni . Solo a dirlo mi sembra una quantità di tempo così ampia che non riesco , percorrendo indietro nel tempo, nemmeno a rendermi conto del tempo passato.

Sono nata il 10 Gennaio 1990.

Ma cosa è il tempo? cosa sono i ricordi? quali sono le sfumature che si insinuano nei pensieri una volta che una persona trascorre su questa terra un lasso di tempo così lungo?

Sono tutte domande alle quali penso. Eppure, direte voi, cosa può cambiare da quando uno compie 29 anni a quando uno ne compie 30? Niente probabilmente , o tutto. Chissà.

In questi miei 30 anni di vita non ho trovato la perfezione , non ho trovato moltitudini di amici. Nemmeno ricchezza, a dirla tutta. Ma probabilmente tutto questo non è il focus della mia vita.

Ho trovato sacrifici ripagati da un forte senso di orgoglio. Ho trovato le braccia sempre tese dei miei genitori che , anche non potendo, hanno costruito le basi della mia esistenza e hanno dato un senso alla parola “famiglia”. Hanno solcato la strada dei miei 30 anni e ci hanno messo travi e mura salde, e hanno seminato valori di tutto rispetto. Mi hanno insegnato a dar voce alle mie idee e a stare zitta quando queste potevano diventare un coltello che avrebbe ferito, me , e gli altri.

Ho trovato l’amore della mia vita. Un uomo apparentemente fragile, ma di carattere. Perchè “avere coraggio” non significa urlare ad alta voce , ma sussurrare piano a chi ami i meravigliosi modi per affrontare le difficolta. Con discrezione e anche un briciolo di umana paura.

Ho trovato la possibilità di studiare , di sbagliare , di cambiare. Di credere che qualcosa fosse giusto per me e sentirmi molto piccola quando quel qualcosa si rivelava del tutto sbagliato. Ho mollato, a volte ed ho sempre creduto che mollare non significasse arrendersi ma allontanare ciò che il cuore non accetta. E ho fatto bene.

Ho trovato i miei gatti. Felini silenziosi. Morbidi pensieri che si accovacciano vicino al mio corpo quando sentono che ne ho bisogno. Da loro ho imparato la discrezione e sono diventata un po animale anche io, e non lo nego, amo oggi la solitudine più di quanto apprezzi la compagnia.

Ho trovato la felicità e ho capito che questa semplicemente accade. Non ha progetti, non ha tempo e soprattutto non è materia.

Ho trovato resilienza e capacità di adattamento a situazioni che , se avessi dovuto scommetterci, non avrei puntato un euro su di me. Ma l’ho fatto , ed ho capito che essere resilienti per se stessi è una buona cosa, esserlo per chi ami ha il doppio del valore.

Ho letto libri, tanti, frasi e ne ho fatte mie molte , come fossero diventati quasi dei mantra.

“È il sorriso il più grande schiaffo che puoi dare all’ignoranza. È il tacere il più grande dono da fare a chi parla troppo. È l’indifferenza la vera giustizia verso la troppa convinzione. È il non sentire il bisogno di dimostrare chi siamo la vera vittoria.” Cit.

Ho riscoperto il piacere di scrivere e non vergognarmi di ciò che scrivo, di mostrarlo agli altri unicamente per comunicare me stessa, in tutta questa mia inguaribile e tenera imperfezione.  E mi sono concessa la possibilità di provare , lavorando tanto, sudando e cercando di non fare scelte avventare. Di tentare di cambiare ciò che non amo e di sperimentare. Che oltre che essere il mio augurio per la vita , è la parola chiave per questo 2020.

E ora aspetto di vedere cos’altro questa vita mi regalerà. Spero di saper accogliere ed abbracciare ogni lato di questo strano mondo.

PAVLOVA ALLA VANIGLIA CON MANDARINI E CIOCCOLATO BIANCO

INGREDIENTI

6 albumi da uova grandi

350 g di zucchero semolato

2 cucchiaini di estratto di vaniglia

2 cucchiaini di spremuta di limone

2 cucchiaini di amido di mais

per la farcitura:

250 g di panna fresca da montare

5 mandarini

per la glassa al cioccolato bianco:

200 g di cioccolato bianco

50 ml di latte intero

PROCEDIMENTO

Per cuocere in maniera ottima la pavlova preriscaldare il forno a 130 ° C e rivestire una teglia con carta forno, disegnando un cerchio da 24 cm sul retro come modello da seguire per la forma della pavlova.

Strofinare un limone tagliato all’interno della ciotola della planetaria (questo processo aggiunge un po ‘di acido per aiutare a stabilizzare la meringa ma rimuove anche il grasso residuo  di altri alimenti usati in precedenza, sui lati della ciotola). Aggiungere gli albumi nella ciotola e usando la frusta elettrica , lavorarli a media velcità. All’inizio le bolle inizieranno ad ingrandirsi ma la spuma sembrerà ancora non del tutto formata ed è ancora molto umida. Quando le bolle saranno aumentate in quantità ma diventeranno più piccole, iniziare lentamente ad aggiungere lo zucchero un cucchiaio alla volta. Continua a sbattere a media velocità fino a quando la meringa è rigida e lucida. Quando strofinerete la meringa tra le dita e non sentire i chicchi di zucchero, questa sarà pronta.

A questo punto aggiungere l’amido di mais, il succo di limone e la vaniglia e continuare a montare per circa due minuti per unire uniformemente gli ingredienti. A questo punto con un cucchiaio prendi  la meringa e posizionala sulla carta forno, riempiendola verso l’alto nel mezzo del cerchio. Per creare un motivo decorativo stendi con cura la meringa ai bordi del cerchio e, come se stessi, levigando la crema di burro sui lati di una torta, leviga i lati della meringa in modo che sia alta e liscia. Usa la parte posteriore della spatola per tracciare linee sui lati della pavlova, in diagonale, ripetendo questo movimento per tutto il perimetro della pavlova.

Aquesto punto si può infornare la pavlova  e cuocere per 10 minuti a 130 gradi e poi ridurre la temperatura a 90 ° C. Cuocere per un totale di 90 minuti. Ricordatevi che la pavlova dovrà essere croccante fuori e morbida dentro ( come fosse un marshmallow) . Spegnete il forno e far raffreddare completamente la pavlova nel forno . Questo lento raffreddamento aiuta a prevenire che la pavlova si spacchi troppo.

Quando sarà fredda , guarnire con panna fresca montata molto soda , mandarini e una glassa di cioccolato bianco fatta mettendo a sciogliere a bagno maria il cioccolato bianco e il latte. Una volta condita,  servire immediatamente.

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