Colac

Mi ero ripromessa di fare un post lunghissimo sulla Romania e di raccontarvi tutto nello specifico riguardo il viaggio che abbiamo fatto qualche settimana fa ma ora che sono quì a dover descrivere a parole ciò che ho vissuto non trovo i vocaboli giusti e non vorrei nemmeno doverne trovare di forzati per parlare delle meraviglie culinarie che ho assaggiato lì. Vorrei parlarvene per bene, con più tempo, che in questi ultimi mesi, purtroppo, sembra sfuggirmi dalle mani in modo inesorabile.

Il lavoro è sempre tanto: sia quello che faccio su di me per varie vicissitudini che quello pratico per mettere insieme mille cose che mi frullano nella testa.

Questa cosa però, mi ha anche bloccata per molto tempo: se non scrivevo il post perfetto, ricco di informazioni, con un super racconto iniziale, mi sentivo in colpa, e forse mi sento in colpa pure ora. Ma mi rendo conto che il tempo è limitato e devo decidere le cose da fare e come farle. Quindi ho deciso che, anche se non vi racconterò sempre delle super storie dietro le ricette che vi propongo, cercherò di inserire sul blog quante più ricette possibili.

Una cosa su questo pane però vorrei dirvela o almeno cercare di raccontare cosa ricorderò quando lo cucinerò.

Ricorderò il giorno del Prasnic del nonno di Claudiu, una cerimonia religiosa che serve per commemorare un defunto e durante la quale si avverte una sensazione di comunione, famiglia, condivisione, aiuto, empatia, enorme. Nulla di triste, anzi, sicuramente un momento dove il “donare” è al centro di tutto.

La famiglia di chi si vuole ricordare organizza un pranzo per tantissima gente proveniente da tutto il paese. Non solo parenti, anche semplicemente gente bisognosa di un piatto caldo e un posto sicuro dove pranzare.

Ho vissuto questo momento con grande intensità. Non lo dimenticherò facilmente.

Quando mangerò il Colac ricorderò la nonna di Claudiu a cui cerchiamo di fare una foto ma mangia pezzi di pane davvero e non solo per essere fotografata. Ricorderò la sorella di Claudiu che mi chiede una foto con quel pane perchè ha la stessa treccia dei suoi capelli.

Ricorderò il pane sulla tavolata imbadita, con più di 70 persone a cui abbiamo servito il pranzo e con i quali abbiamo riso tanto mentre io non capivo cosa mi venisse detto in romeno 🙂

Se volete fare un giro in Romania tramite i nostri occhi, vi lascio il link delle stories che raccontano il nostro viaggio proprio quì

Ingredienti

  • 500 g di farina 0*
  • 10 g di sale
  • 12 g di lievito di birra fresco*
  • 20 g di zucchero
  • 350 g di acqua
  • 50 ml di olio extravergine di oliva 

Per lucidare:

  • 1 uovo sbattuto con un cucchiaio di latte

*se volete optare per una lunga lievitazione vi consiglio una farina che abbia un W280 minimo. Non è il caso di questa ricetta, che, viene preparata in maniera molto semplice e veloce, essendo un pane tradizionale e di facile reperibilità.

*potete decidere anche di prolungare la lievitazione e optare per una lievitazione in frigo a 4°C per 12 ore, in quel caso vi consiglio di utilizzare 3 g di lievito di birra

Istruzioni

  1. Mettete in una ciotola piccola, il lievito, 100 g di acqua due cucchiai di farina e lo zucchero e lasciate attivare il lievito per circa un’ora. Passata un’ora, versate tutti tutti gli ingredienti nella ciotola e iniziate ad impastare. Lavorate l’impasto fino ad ottenere un composto omogeneo e riponete nella ciotola, coprite e fate lievitare circa un’ora o comunque fino al raddoppio. Solitamente io lo metto a lievitare in forno spento con la luce accesa, con una temperatura circa di 26-28°C. Se decidete di optare per una lievitazione più lunga, dovrete diminuire la quantità di lievito e riporre, dopo aver impastato tutto, il composto, nel frigo per 12 ore circa , ad una temperatura di 4°C. Passate le 12 ore, potrete procedere con gli step successivi.
  2. Rovesciate l’impasto su un piano di lavoro e dividetelo in 6 parti. Con 5 dei 6 pezzi di impasto formate dei filoni lunghi circa 45-50cm. Non mettete farina sul tavolo mentre li stendete perchè sennò farete fatica ad allungarli. Se notate che non riuscite a stenderli subito a quella lunghezza, procedete in modo graduale a stenderli, facendo riposare i primi filoni e poi riprendendoli e allungandoli di più.
  3. Procedete a formare una treccia a 5. Vi riporto quì un video che ho trovato su youtube che vi fa vedere benissimo come procedere. Spiegarlo a parole diventa difficile e, a mio parere non molto esplicativo.
  4. Dopo aver ottenuto una treccia, unite le due estremità fino a formare un cerchio.
  5. Prendete l’ultima pallina di impasto, allungatelo di circa 60-70 cm e dividetelo a metà. Arrotolate i due capi su se stessi. Riponete questo intreccio attorno alla treccia a 5 capi. Fate lievitare di nuovo fino al raddoppio. Se avete optato per la lievitazione ritardata sicuramente impiegherà più tempo per raddoppiare.
  6. Preriscaldate il forno a 180°C gradi statico. Spennellate il pane con l’uovo e il latte quindi ponete in forno per 40 minuti. Dopo i primi 30 minuti, abbassate a 170°C e coprite con carta di alluminio fino a fine cottura.
  7. Quando sarà cotto, sfornate e mettete a raffreddare su una gratella.

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